Digital Marketing & social media

TWITTER: il primo pollo a gestire un account!

Conosci Betty, il pollo che gestisce l’account Twitter di una catena di fast food?

Betty, il primo pollo a twittare

A cosa serve assumere una costosa social media agency quando un semplice pollo può fare tutto il lavoro gratis? (forse…).

Chicken Treat, una catena australiana di ristorazione, ha coraggiosamente affidato la gestione del suo account Twitter niente meno che ad un pollo chiamato Betty.

OBIETTIVO. Oltre ad essere una trovata di marketing virale, l’obiettivo di Betty è anche quello di ottenere un Guinness World Record: essere il primo pollo a twittare una parola di cinque lettere.

Betty, essendo un pollo, è ovviamente un animale non poi tanto ordinato, pulito e neanche così scaltro: i suoi tweet sono, ovviamente, una serie di caratteri senza senso e privi di alcuna connessione logica tra loro.

Qualche giorno fa, però, Betty è quasi riuscita a twittare una parola di cinque lettere, ossia la parola “Bum”. La catena di fast-food ha subito twittato prendendo le distanze:

A giudicare dall’hashtag #chickentweet aggiunto ad ogni messaggio, sembra comunque ci sia anche una componente di assistenza umana coinvolta. La campagna multimediale ha, inoltre, previsto alcuni divertenti video su Youtube e una diretta live streaming della gabbia su Periscope.

RISULTATI. Ovviamente la campagna ha generato un vastissimo ritorno in termini di PR e un incremento del 543%  dei follower su Twitter (ossia da 700 a 4.500 follower). I fan di Betty seguono ogni Tweet dell’ormai celebre pollo facendo il tifo per i suoi sforzi ortografici.

Con la bravata di Chicken Treat assistiamo al primo tentativo di far gestire un account Twitter di un brand da un animale, Betty, però, non è il primo pollo. Lo scorso anno, Burger King lanciò il Subservient Chicken, una persona travestita con un costume da pollo che ascoltava e rispondeva gestualmente, in tempo reale, ai comandi delle persone provenienti dai social media.

Ovviamente c’è della crudele ironia nell’utilizzare un pollo come testimonial per promuovere un catena di fast food che li uccide per consumo umano, speriamo almeno che Betty ottenga una ricompensa da tutto questo lavoro gratuito!

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