Ecco perché diremo addio agli INFLUENCER

L’influencer marketing sarà la rivoluzione dei social media, cinguettavano i più acclamati blogger. Niente di più vero. Sembrerebbe, però, che questa particolare forma di pubblicità stia iniziando a perdere credibilità o, quanto meno, a subire una forte trasformazione.

Influencer è colui che un tempo veniva chiamato “opinion leader”: una persona che, attraverso la sua popolarità, è in grado di influenzare il comportamento del proprio pubblico. E, ovviamente, più vasto è il bacino d’utenza a cui si rivolge l’influencer, più questo viene considerato rilevante. Ma se un tempo per influenzare l’opinione pubblica bisognava ricorrere ai mezzi di comunicazione di massa (ad es. TV), oggi chiunque dotato di un account social, ed un discreto numero di follower, può potenzialmente diventare influencer.

Ed i brand lo sanno bene. Per questo hanno “sfruttato” dai piccoli ai grandi influencer chiedendo loro di promuovere i propri prodotti in cambio di un compenso.

Che ne dite ad esempio di questa bella foto pubblicata da Fedez  su Instagram in cui vediamo il cantante al risveglio con, in un primo piano alquanto sospetto, una sigaretta elettronica?

Nella foto successiva il fenomeno è ancor più evidente. Selena Gomez, sempre su Instagram, sorregge una bottiglia di Coca-Cola. Ogni dettaglio è perfettamente curato, tutto è così perfetto da guadagnarsi 6 milioni di Like e quasi 243mila commenti. Numeri che hanno portato questa foto ad entrare nell’Olimpo delle foto più popolari di Instagram nel 2016. Adweek ha addirittura stimato, in base ai numeri raggiunti, il valore di questa foto 550 mila dollari.

Ed è possibile la mano di un brand anche dietro queste foto pubblicate rispettivamente da Chiara Ferragni e Federica Pellegrini sul loro profilo Instagram

Potremmo vedere altri infiniti esempi. Ma questa forma di pubblicità è lecita?

Fino a qualche tempo fa possiamo dire che non ci sia stata una vera e propria regolamentazione, ma sembra che questo albero della cuccagna per brand e influencer stia per finire.

Negli Stati Uniti (precursori nel campo del digital marketing) la Federal Trade Commission ha sancito il principio secondo cui “qualora sia presente una connessione finanziaria tra l’influencer e l’azienda, il pubblico ha il diritto di essere a conoscenza di questa relazione“. USA seguiti poi a ruota da altri Paesi come Regno Unito e Italia.

Ed ecco Influencer e Social Network correre ai ripari, muovendosi verso una maggiore trasparenza nei confronti dei propri utenti.

Molti Influencer hanno iniziato ad esempio a palesare meglio i post prettamente pubblicitari: ad es. la nostrana Chiara Ferragni, ha iniziato a differenziare i  contenuti “spontanei” da quelli “sponsorizzati” aggiungendo l’hashtag #ad su quest’ultimi, abbreviazione del termine “advertising” (pubblicità).

Ma sono anche gli stessi Social Network ad adeguarsi alla nuova “regolamentazione”, in primis Instagram, piattaforma che può vantare una community di 700 milioni di utenti al mondo.

Nelle prossime settimane, inizieremo a vedere su Instagram il nuovo tag “Pubblicizzato da” nei Post e nelle Storie. Questa funzione consentirà ai creatori di contenuti di indicare in modo più chiaro ai follower quando lavorano in collaborazione con un’azienda.

Questa novità aumenterà da un lato il livello di trasparenza nei confronti degli utenti, ma offrirà anche ad influencers e aziende la possibilità di monitorare e condividere dati statistici su un post proveniente da una partnership.

Infatti quando gli influencer useranno questo tag sui propri post realizzati in partnership con un brand, anche il brand taggato avrà accesso ai dati statistici (tra cui interazioni e copertura) del post. Ciò permetterà di monitorare in modo approfondito le prestazioni di Post e Storie create in partnership con un brand.

Ma non finisce qui. A far calare ulteriormente l’appeal degli influencer ci ha pensato lo stesso Instagram che ha aperto agli utenti la possibilità di sponsorizzare le foto pubblicate sul proprio profilo. Esattamente come avviene già su Facebook.

D’ora in poi, dunque, chiunque potrà promuovere a pagamento una propria foto, decidendo in modo molto semplice parametri come budget da allocare (anche pochi euro), durata della campagna e obiettivo. Quest’ultimo potrà essere non solo il sito web, come accadeva fino ad oggi, ma anche il profilo Instagram. Engagement di un post e visite sul profilo potranno essere aumentate a pagamento.

Ma l’autenticità che contraddistingueva Instagram e gli influencer, dove va a finire?

Queste rivoluzioni da un lato all’insegna di una maggiore trasparenza e dall’altro alla possibilità di sponsorizzare i post, faranno sicuramente perdere un po’ d’efficacia ai post realizzati dagli Influencer.

Stiamo per dire addio all’ influencer marketing oppure si tratta solo dell’ennesima trasformazione a cui ci ha abituati negli anni il mondo del Web?

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